Accordo quadro e rapporti CH-UE: alcune verità nascoste 1

12.04.2019

#Rassegna stampa

Giovedì 14 marzo, il segretario di Stato Roberto Balzaretti (direttore della Direzione degli affari europei del DFAE e coordinatore di tutti i negoziati con l'Unione europea) ha presentato agli studenti di diritto dell'Università di Friborgo i meccanismi dell'accordo quadro tra la Svizzera e l'UE. Vorrei quindi approfittare dello spazio su Opinione LIberale per affrontare - in due puntate - un tema che definire “caldo" è un eufemismo...

I rapporti tra la Svizzera e l'Unione europea sono ad un bivio: non vogliamo nessuna adesione, ma dobbiamo trovare una via per mantere l'accesso al mercato europeo. Nel dibattito sull'accordo quadro, oltre a queste premesse, vanno anche però messe sul tavolo alcune carte rimaste finora nascoste.

Innanzitutto l'Unione europea ha un approccio diametralmente opposto a quello elvetico. Basta pensare, ad esempio, alle modifiche legislative sulle armi che sono contro le tradizioni svizzere e che non tengono conto che, nel nostro paese, non esiste un problema armi nonostante l'alta quantità di fucili nelle case. Eppure siamo costretti ad adeguare la nostra legislazione per evitare la disdetta di Schengen che per noi è fondamentale nella lotta alla criminalità o nella ricerca di persone scomparse.

Dobbiamo quindi riuscire a far capire all'UE che, quando modifica le proprie leggi, deve tenere conto delle specificità di ogni paese. Ma forse ci siamo riusciti... almeno, è ciò che le negoziazioni sull'Accordo quadro dimostrerebbero.

Infatti, ci siamo impantanati in un dibattito infinito sulla regola degli 8 giorni in cui le aziende devono annunciarsi prima di svolgere attività in Svizzera. Ma siamo onesti... quanti davvero rispettano questa regola? Le probabilità che la percentuale sia più vicina allo zero che al cento è cento. E quindi accettiamo senza troppi pruriti questa concessione se ciò rende felice l'Unione europea, ma non molliamo di un centimetro sulle misure di accompagnamento che davvero proteggono il nostro mercato del lavoro. Esatto: sto proprio parlando delle misure di accompagnamento che il Protocollo 1 dell'Accordo istituzionale rende vincolanti sotto il profilo del diritto internazionale pubblico. Proprio così: le misure di accompagnamento che oggi, pare, traballino di fronte alla Corte di giustizia europea, domani sarebbero solide proprio grazie al tanto odiato Accordo quadro che le sancisce nero su bianco. LOL.

Scolpendo sulla pietra queste misure di accompagnamento, esse sarebbero dunque vincolanti per l'Unione europea e di riflesso per la Corte di giustizia. La Svizzera potrebbe così garantire la protezione al proprio mercato del lavoro senza particolari difficoltà. Anzi. E questo oggi è un gran bel passo avanti visto che, secondo taluni, le misure di accompagnamento sarebbero attualmente a rischio in caso di ricorso alla Corte dI giustizia europea.

Nella prossima edizione approfondiremo queste misure di accompagnamento e la tanto odiata ripresa del diritto europeo.

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« Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre »

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